
Le concessioni balneari in Italia sono state prorogate fino al 30 settembre 2027.
Successivamente, queste concessioni saranno messe a gara.
Tuttavia, in presenza di ragioni oggettive che impediscano la conclusione della procedura selettiva, come la pendenza di un contenzioso o difficoltà legate alla gara, l’apertura al mercato potrà essere ulteriormente differita con un atto motivato per il tempo strettamente necessario alla conclusione della procedura, e comunque non oltre il 31 marzo 2028.
Entro il 31 marzo 2025, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, dovrà definire i criteri per gli indennizzi che i concessionari subentranti dovranno corrispondere ai concessionari uscenti. Con lo stesso decreto verranno aggiornati i canoni di concessione.
Gli indennizzi dovranno riflettere il valore degli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati al termine della concessione e dovranno garantire al concessionario uscente un’equa remunerazione sugli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni.
Questi valori saranno determinati con una perizia asseverata da un professionista scelto dall’ente concedente (il comune) tra cinque nominativi indicati dal Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC).
La durata delle future concessioni messe a gara dovrà essere compresa tra un minimo di cinque anni e un massimo di venti anni. Questo periodo sarà determinato in base al tempo necessario per garantire l’ammortamento e un’equa remunerazione degli investimenti previsti dal piano economico-finanziario dell’aggiudicatario.
In caso di rilascio della concessione a favore di un nuovo concessionario, il gestore uscente avrà diritto a un indennizzo a carico del subentrante. Questo indennizzo sarà pari al valore degli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati al termine della concessione, inclusi quelli realizzati a seguito di calamità naturali accertate, al netto di eventuali aiuti o sovvenzioni pubbliche percepite e non rimborsate.
L’indennizzo dovrà essere sufficiente a garantire al concessionario uscente un’equa remunerazione sugli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni. I criteri per determinare tale indennizzo saranno stabiliti con un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, da emanarsi entro il 31 marzo 2025.
Queste sono le principali novità della riforma delle concessioni balneari, parte integrante di un più vasto decreto legge salva-infrazioni 2024, approvato dal Consiglio dei Ministri.
La riforma che costituisce l’art.1 del dl salva-infrazioni 2024 cancella così il Tavolo tecnico consultivo in materia di concessioni demaniali introdotto dal dl Milleproroghe 2023 e istituito presso la presidenza del Consiglio.